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CORRIERE DELLA SERA - Politica: Berlusconi e la piazza «Era solo spazzatura
10.07.2008
«Attacchi volgari ma i consensi al governo salgono al 61,9%»
DAL NOSTRO INVIATO TOYAKO (Giappone) — È addolorato e insieme sollevato. Distaccato e insieme allegro, soddisfatto. Silvio Berlusconi nella conferenza finale del G8 non dice tutto quello pensa, ma nelle telefonate con l’Italia si rammarica e al contempo si scopre in modo definitivo su quello che è accaduto a Roma. Se una manifestazione contro di lui, che ha lui nel mirino, almeno nelle intenzioni, si trasforma in un miscuglio di offese contro il Santo Padre, contro un ministro e contro il presidente della Repubblica allora vuol dire che alla fine Berlusconi non è più solo, che ha ragione — a suo giudizio — nel dire che ormai «in Italia tutti i poteri che contano si rendono conto che è stato superato ogni limite, che c’è gente che non si rassegna al verdetto degli italiani». Il presidente del Consiglio ne parla brevemente con i suoi, commenta le notizie che arrivano dall’Italia prima del pranzo che conclude il summit giapponese, mentre le agenzie di tutto il mondo rilanciano le sue foto con Sarkozy sottobraccio, i baci mandati, soffiati, a una cameriera giapponese che si fa notare per la dolcezza del viso. Gioca il Cavaliere, aiutato nell’umore dai sondaggi e dai numeri che gli sono arrivati dall’Italia. Gli ultimi dati della sua sondaggista preferita, la signora Ghisleri, società Euromedia, lo dice in conferenza stampa, sono quelli che gli danno forza, che gli consentono, se non di ignorare, comunque di considerare come qualcosa di scontato quello che sta accadendo in Italia. Persino la Santa Sede reagisce alle parole pronunciate in piazza contro il Santo Padre. E quindi, è il ragionamento del Cavaliere, «ormai nel Paese esiste un problema che va oltre la mia persona, ci sono persone che non si rassegnano alla democrazia, non si rassegnano al mandato elettorale degli italiani». Non vorrebbe parlare di Italia Silvio Berlusconi, ma le domande dei giornalisti lo incalzano e quindi alla fine due battute vengono spese. Due battute che servono a liquidare i fatti romani come poco importanti, sgradevoli, non meritevoli di un giudizio articolato, almeno non in pubblico: «Della spazzatura mi occupo a Napoli, nessuno altro commento, vorrei restare legato alle questioni che stiamo discutendo qui al G8. Qui rispondo solo alle domande di politica internazionale». Poche parole che sono più di un giudizio, è meglio soprassedere su commenti ulteriori perché «si tratta veramente», aggiunge, di «un de minimis, fatti che si illustrano da soli, che non hanno bisogno di altre parole da parte mia...». Del resto in Italia c’è già Gianfranco Fini, il presidente della Camera, c’è il presidente del Senato, Renato Schifani, c’è persino Antonio Di Pietro che si dissocia dai fatti accaduti in piazza. E dunque poche battute bastano a liquidare quanto accaduto: «Ho visto con molta gioia che nonostante tutti gli attacchi volgari di cui sono stato oggetto, c’è una crescita importante nei consensi che riguardano il governo e la nostra azione, siamo arrivati al 61,9%». In privato, prima della conferenza stampa, il Cavaliere esprime il suo rammarico per le parole offensive pronunciate contro il Santo Padre, così come contro il presidente della Repubblica e fa suo il pensiero che anche il presidente della Camera dichiara nelle stesse ore: «Mi auguro che Veltroni si renda conto delle persone di cui si è circondato ». Marco Galluzzo

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