TUVIXEDDU E LE ALTRE AREE DI TUTELA
Monte Is Mirrionis
 
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Cagliari, via Is Mirrionis
In una Carta Dimostrativa de' contorni di Cagliari del secolo XVIII, custodita presso l’Archivio di Stato di Torino, il colle articolato nei due rilievi di Tuvixeddu e Tuvumannu è denominato Monte dei Mirioni (italianizzazione di Is Mirrionis, che ancora oggi designa la strada che delimita a nord est il margine del colle), mentre il Monte Is Mirrionis, connesso da una breve sella a Tuvixeddu -Tuvu Mannu, è definito Monte della Pace.

Il toponimo "Is Mirrionis" è ricondotto dal canonico Giovanni Spano, nella Guida della città e dintorni di Cagliari (1861), «a due grossi monoliti detti Mirrionis che prima vi stavano, residui delle antiche cave di pietra». Lo Spano riferisce ancora che Salvatore Vidal «pretendeva che questi monoliti, come la rupe del Castello, fossero residui del terremoto accaduto nella morte del Salvatore» e avanza un tentativo di spiegazione etimologica, precisando che i due monoliti in questione prendevano il nome di Mirrionis «da mirai (guardare) perché […] posti in sito che sembrano far uffizio di vedette».

Presso l'attuale Via Is Mirrionis, nella sezione di terreno di fronte all'angolo nord-ovest dell'edificio della Facoltà di Lettere e Filosofia, sono venuti alla luce materiali ascrivibili alla cultura di Monte Claro (Eneolitico Recente: seconda metà del III millennio a.C.): resti di pasto (ossa di animali e valve di molluschi marini dei generi "ostrea" e "mytilus") commisti a ceramiche.

Alcune tombe appartenenti al medesimo contesto culturale sono state scoperte negli anni Cinquanta, in occasione degli scavi per la Casa dello Studente, in località Sa Duchessa, e altre quattro furono localizzate e scavate nel 1965 presso la vicina Via Basilicata, nell'ambito dei Cantieri edili per la scuola di San Vincenzo, nel rione La Vega. L'abitato non doveva essere molto distante dalle tombe, come precisano gli studiosi, e doveva interessare la zona compresa tra il colle di San Michele, il Monte della Pace, Monte Claro e il colle di Buoncammino.
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