Cagliari, 9 aprile 2026 - Si è svolta oggi nella sala conferenze del Museo archeologico comunale ad Olbia la Conferenza Territoriale sanitaria e sociosanitaria della Gallura, alla presenza della Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde. Alla Conferenza, convocata dal Presidente dell’organismo territoriale Gianni Addis, hanno partecipato il nuovo Direttore Generale della ASL 2 Antonio Irioni, insieme ai direttori amministrativo e sanitario Michele Baffigo e Pietro Masia, il Direttore Generale di Ares Giuseppe Pintor, i sindaci ed i consiglieri regionali del territorio, le parti sindacali. Presente anche il Vicepresidente della Regione ed assessore al Bilancio Giuseppe Meloni ed il Presidente della Provincia Gallura Nord-Est Sardegna, nonché sindaco di Olbia, Settimo Nizzi. Riprendendo l’elenco delle criticità annoverate nella relazione introduttiva del Presidente Addis e del vicepresidente francesco Lai, il neodirettore Generale Antonio Irione ha mostrato consapevolezza delle urgenze e delle peculiarità del territorio gallurese, ponendo l’accento su una proposta di metodo di lavoro basata su dati concreti e misurabili. Ha poi elencato i principali capitoli da affrontare: sistema dell’emergenza-urgenza, Pronto Soccorso, valorizzazione e rifunzionalizzazione degli ospedali del territorio, messa a sistema dell’assistenza territoriale, attuazione del DM 77, gestione dei picchi di attività stagionali, gestione delle liste d’attesa. Prendendo la parola al termine dei vari interventi susseguitisi, la Presidente Todde ha ribadito, come già fatto nei precedenti incontri territoriali, che la sua presenza alla Conferenza sociosanitaria non rappresenta un favore nei confronti di alcuno, ma l’esercizio di una responsabilità precisa: “In qualità di assessora ad interim alla Sanità, è mio dovere essere qui, partecipare e assumermi pienamente il compito istituzionale che mi è stato affidato”. La Presidente ha poi ripreso il tema del metodo e della valutazione dei risultati: “Abbiamo scelto di impostare il confronto su dati concreti e verificabili, perché solo attraverso numeri chiari e una base condivisa è possibile valutare, nel tempo, se le azioni intraprese producono risultati. L’obiettivo è costruire un percorso che ci consenta, alla prossima Conferenza, di misurare con trasparenza i miglioramenti o le criticità, superando una discussione basata esclusivamente sulle percezioni e concentrandoci invece su ciò che funziona e su ciò che deve essere corretto. Questo metodo è aperto, migliorabile e integrabile, ma rappresenta un primo indispensabile punto di partenza”. Rispondendo alle sollecitazioni pervenute dai vari interventi in sala, Todde ha poi proseguito: “In relazione al PNRR, voglio chiarire ancora una volta che il DM 77 non interviene sui posti per acuti e non comporta una rimodulazione della rete ospedaliera in questo ambito. Le azioni in corso riguardano invece il potenziamento dell’assistenza territoriale e dei servizi per i post-acuti. L’unico intervento di rimodulazione adottato dalla Giunta riguarda l’incremento dei posti di terapia intensiva pediatrica, una scelta che ritengo condivisibile e necessaria”. “Per quanto concerne gli atti aziendali – ha proseguito- siamo finalmente giunti a una fase decisiva. Le linee guida, già presentate nei mesi scorsi, sono state licenziate e saranno portate in Giunta non appena completato l’iter dei pareri. Si tratta di uno strumento fondamentale per aggiornare un sistema oggi basato su modelli ormai superati, alla luce dei cambiamenti intervenuti nel contesto post-Covid e delle nuove strutture previste dal DM 77”. Riprendendo ancora il tema del PNRR, la Presidente ha confermato che che l’obiettivo è centrare tutte le scadenze previste. “Le Case di comunità saranno completate nei tempi e garantiranno l’attivazione dei servizi minimi richiesti, così come gli Ospedali di comunità. È importante chiarire che il raggiungimento dei target non coincide necessariamente con la piena operatività delle strutture, ma rappresenta comunque un passaggio decisivo per ottenere le risorse e avviare concretamente i servizi”. “Una delle principali criticità emerse riguarda il funzionamento della rete territoriale. È evidente che oggi questa catena presenta fragilità significative. Per questo abbiamo richiesto l’introduzione di una Carta dei servizi uniforme su tutto il territorio regionale, perché il diritto alla salute deve essere garantito in modo omogeneo, senza differenze tra territori”. “Sul tema dei medici di medicina generale, il quadro è complesso e richiede realismo. Attualmente mancano 495 medici e, nonostante gli sforzi, siamo riusciti a coprire circa 100 posizioni. Non è sufficiente, ma rappresenta un primo passo. È importante sottolineare che il criterio adottato per individuare le sedi carenti non è arbitrario, ma definito a livello regionale insieme ai medici stessi. Sappiamo che il problema è destinato ad aggravarsi nei prossimi anni a causa dei pensionamenti, ed è per questo che stiamo lavorando a soluzioni strutturali, come le Aggregazioni Funzionali Territoriali, integrate con le Case di comunità e supportate da strumenti innovativi come il teleconsulto”. “Per quanto riguarda i pronto soccorso, abbiamo approvato una delibera strutturale basata sulle indicazioni dei professionisti del settore, con l’obiettivo di ridurre in modo concreto la pressione su questi servizi. Siamo però consapevoli della difficoltà della fase di transizione, anche in relazione alla progressiva uscita dei medici a gettone. I concorsi avviati non hanno coperto interamente il fabbisogno, e per questo stiamo mantenendo aperti tutti i canali possibili di reclutamento, affiancandoli a soluzioni temporanee”. “Un ulteriore tema riguarda il ruolo del privato convenzionato. È necessario ribadire con chiarezza che le strutture accreditate operano all’interno del sistema sanitario regionale e devono rispondere ai bisogni collettivi, anche nei periodi di maggiore pressione, come quello estivo. Le convenzioni hanno senso solo se orientate al servizio pubblico e non esclusivamente a logiche di gestione privata. In questa prospettiva si inserisce anche il lavoro avviato con il Mater Olbia, una struttura di eccellenza che deve essere pienamente integrata nel sistema sanitario regionale. L’obiettivo è rafforzare in particolare l’ambito oncologico, riducendo la mobilità passiva e offrendo ai cittadini la possibilità di curarsi sul territorio, con standard elevati e équipe qualificate”. “Infine – ha concluso la Presidente Todde- per quanto riguarda il futuro della rete ospedaliera locale, il percorso dovrà essere costruito in modo condiviso, coinvolgendo istituzioni, operatori e comunità. Non possono esserci decisioni calate dall’alto, ma un lavoro comune che tenga conto delle esigenze dei territori. La sfida che abbiamo davanti è complessa e richiede tempo, responsabilità e scelte concrete. Sappiamo che molto resta da fare, ma è altrettanto importante riconoscere che è stato avviato un percorso strutturato, fondato su dati, programmazione e obiettivi chiari, con la volontà di rafforzare in modo stabile il sistema sanitario regionale e garantire ai cittadini servizi sempre più efficaci e accessibili”.

