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Cultura: un viaggio nel tempo tra archeologia, arte e costume attraverso la tecnica del Plissé

Data di pubblicazione

28/11/2025

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4 minuti

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Abito tradizionale sardo

Abito tradizionale sardo

Cagliari, 28 novembre 2025 - Favorire il dialogo tra archeologia, arte, moda, artigianato e costume, valorizzando le collezioni pubbliche sarde nel contesto internazionale e consentendone la fruizione culturale attraverso linguaggi contemporanei e multimediali. È questo l’obiettivo del Progetto Plissé Semper Plissé, realizzato attraverso una collaborazione tra l'Assessorato regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo, Sport; i Musei Nazionali di Cagliari e l'Istituto Regionale Etnografico nell'ambito della programmazione delle loro attività istituzionali.

Il progetto – che sarà presentato martedì 2 dicembre alla Pinacoteca nazionale di Cagliari, nella Sala Retabli della Cittadella dei Musei - comprende numerose attività, compreso un percorso espositivo nella Cittadella dei Musei negli spazi del Museo Archeologico Nazionale, della Pinacoteca Nazionale, del Museo Etnografico Regionale Collezione Luigi Cоcco.

Ideato da Alessandro Lai, costumista e storico del costume, cagliaritano che vive a Rom, è curato anche da Maria Antonietta Mongiu archeologa, componente del CDA dei Musei Nazionali di Cagliari, Francesco Muscolino, archeologo, direttore dei Musei Nazionali di Cagliari, Anna Paola Mura, direttrice dell'ISRE, e Antonella Giglio, direttrice generale dell'Assessorato. Oltre al primo nucleo costituito dai curatori/coordinatori, collaborano al Progetto anche docenti dell'Università di Cagliari, studiosi, funzionari specialisti dei Musei nazionali di Cagliari, dell'Assessorato, dell'ISRE, dell'Archivio di Stato.

Un viaggio nel tempo. Il progetto Plissé Semper Plissé intende esplorare le tecniche del plissé ovvero un modo artificiale e antinaturale di piegare fibre vegetali e animali, una delle prime manifestazioni di un'estetica che oltrepassa l'essenzialità della linea.

Il tema del piegare fibre vegetali e animali compare nel Mediterraneo e in Sardegna precocemente. Documentata in reperti, in tal senso, assai referenziati attraverso una cultura materiale assai elaborata, che attraversa tutta la vicenda linguistica, estetica, tecnologica, merceologica, fino alla contemporaneità del Mediterraneo e dei continenti che lo riguardano.

Il percorso diacronico e polimaterico del Progetto Plissé Semper Plissé incrocia in sincronia le diverse culture e società che hanno sposato delle pieghe, riassunte oggi dal termine plissé, tutta la complessità di cui in Sardegna abbiamo, senza soluzione di continuità, sorprendenti evidenze. Dal Neolitico all’Età del Bronzo, dall’Orientalizzante all’arte greca e romana, alla cultura bizantina e araba e poi spagnola fino ad oggi. Il Progetto Plissé Semper Plissé, di conseguenza, attraversa e abita otto millenni di storia della cultura materiale sarda e mediterranea, mettendo in dialettica reperti archeologici, opere d’arte, oggetti di artigianato, costumi teatrali e cinematografici, vestiti di alta moda.

La sezione espositiva si avvale di importanti prestiti da parte di istituzioni di rilievo internazionale, quali la Fondazione Cappucci con pezzi unici disegnati da Roberto Cappucci; l’Archivio Max Mara; la Fondazione Tirelli con il costume originale disegnato e realizzato da Piero Tosi per Maria Callas interprete straordinaria del film Medea di Pier Paolo Pasolini, un modo per celebrare uno degli intellettuali più significativi del Novecento italiano a 50 anni dalla sua scomparsa; la Modateca Deanna; gli Archivi di ricerca Mazzini.

La Sardegna è ben rappresentata da tre assoluti talenti: Angelo Figus; Antonio Marras; Luciano Bonino, e da alcuni manufatti davvero rari dell’Arciconfraternita dei Genovesi segnatamente tre Cotte del Settecento e un Rocchetto della fine del Seicento. A questi si aggiungono materiali tessili conservati delle collezioni dell’ISRE.

Il filo rosso che unisce tante preziosità è il plissé ovvero l’arte del piegare con regolarità e sistematicità. Un gioco geometrico-matematico di cui si vedono evidenze nell’Auriga di Delfi ma non diversamente nelle gonne sarde conservate nelle casse di molte case e, soprattutto, in quelle custodite come patrimonio del mondo nelle Collezioni dell’ISRE. Per tutte meritano menzione quelle che si esporranno di Fonni che contenevano seicento pieghe. Un vero codice non diverso da quanti regolavano le colonne che sorreggevano templi prima e chiese dopo. I manufatti dei Musei Nazionali di Cagliari dialogheranno per diversi mesi con le magnifiche policromie tessili, sottraendosi dall’essere quinte sceniche ma volendo essere fulcri generativi fin dalle origini ed emblema di resilienza dell’insularità sarda. memoria storica non solo del Mediterraneo.

Il Progetto prevede nei prossimi mesi, un vasto programma di eventi collaterali, convegni e attività didattico-laboratoriali, installazioni che coinvolgeranno studiosi di diversi settori, compresi esponenti del mondo della moda, del design, e della ricerca tessile, e rappresentanti delle fondazioni coinvolte per offrire una lettura originale e transdisciplinare di una tecnica artistica universale.

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28/11/2025 10:33