Roma, 12 febbraio 2026 - Due giorni di appuntamenti a Roma all’insegna dell’Einstein Telescope e dei progressi nella ricerca sulle onde gravitazionali. Uno si è tenuto ieri al Planetario della capitale, l’altro oggi nell’Ambasciata di Francia.
Nella giornata di ieri, la presidente è intervenuta all’evento che si è svolto al Planetario per celebrare il decimo anniversario dell’annuncio ufficiale, l’11 febbraio del 2016, della prima rivelazione delle onde gravitazionali, “catturate” dagli interferometri Virgo, situato a Cascina, in provincia di Pisa, e i due Ligo, negli Stati Uniti. Uno sguardo nell’universo profondo che continuerà e si amplierà grazie all’Einstein Telescope, l’interferometro di terza generazione che consentirà di rivelare le onde gravitazionali provenienti dal passato sempre più remoto, che l’Italia è candidata a realizzare in Sardegna, nell’ex area mineraria di Sos Enattos, a Lula.
La serata, organizzata dal Ministero dell’Università e Ricerca e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è stata l’occasione per la proiezione, in anteprima nazionale, del documentario per planetari “Einstein Telescope, ascoltare l’universo oltre le stelle”, prodotto da Sardegna Ricerche, con il contributo scientifico dell’INFN, dell’European Gravitational Observatory (EGO), dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), e realizzato da VIS-Virtual Immersion in Science e TeleSardegna. Un lavoro realizzato a sostegno della candidatura di Sos Enattos.
“Questo sarà un anno sarà cruciale per il progetto Einstein Telescope di Lula”, ha sottolineato la presidente Todde. “Dobbiamo coniugare la dimensione diplomatica e scientifica internazionale con la programmazione economica territoriale. Stiamo investendo molto nell'Accordo di Programma Strategico firmato a gennaio con la Sassonia e spero vivamente che l’Einstein Telescope venga realizzato nella configurazione a doppia L con il coinvolgimento di entrambe le nostre regioni. Contestualmente, siamo pronti ad avviare la costruzione del Centro di Ricerca ET Sunlab a Sos Enattos, mentre a Nuoro apriremo uno spazio dedicato. Inoltre – aggiunge la presidente – stiamo investendo risorse per le nostre aziende nella ricerca e sviluppo dell’Et e stiamo rendendo attrattive le aree industriali vicine al sito”.
Proprio sulla possibilità che venga realizzato in Sardegna si è concentrato l’intervento della presidente Todde, che ha illustrato gli sforzi che sta compiendo la Regione per raggiungere questo importante traguardo. “Stiamo facendo tutto il possibile per vincere questa competizione – ha affermato nel suo discorso pronunciato in inglese – investendo innanzitutto in progetti di ricerca e nel rafforzamento della filiera economica, sociale e infrastrutturale della nostra regione. A novembre – ha spiegato – abbiamo concluso la fase preparatoria. La conferenza dei servizi ha espresso parere positivo sulla possibilità di realizzarlo in Sardegna in entrambe le configurazioni (a Triangolo o a L)”.
“Per noi – ha concluso la presidente – l’Einstein non è più un sogno. È una vera opportunità. E stiamo dando il massimo per portarlo in Italia e costruirlo in Sardegna”.
Nel corso dell’evento sono intervenuti Gianluigi Consoli, direttore generale dell’Internazionalizzazione e la Comunicazione del MUR, Lamberto Maria Moruzzi, direttore principale per la Diplomazia Scientifica, Spaziale e Sportiva presso la Direzione Generale per la Cooperazione Economica del MAECI, Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, Roberto Ragazzoni, presidente dell’INAF, Fabio Florindo, presidente dell’INGV e Massimo Carpinelli, direttore di EGO.
Tutti i relatori, dopo aver sottolineato l’impresa compiuta dieci anni fa grazie agli scienziati di Virgo e Ligo, hanno caldeggiato di fronte ai tanti rappresentanti delle ambasciate europee presenti all’evento, la candidatura italiana del sito di Sos Enattos, descritto come il più idoneo in assoluto dove realizzare l’ET.
Dopo la proiezione, molto applaudita, del documentario “Einstein Telescope, ascoltare l’universo oltre le stelle”, sono intervenuti Fulvio Ricci, professore di Fisica sperimentale all’Università Sapienza di Roma e portavoce della collaborazione internazionale Virgo al momento della rivelazione del primo segnale gravitazionale e Monique Bossi responsabile dell'Etic project dell'Einstein Telescope. Le conclusioni sono ste curate da Marco Pallavicini, componente della Giunta esecutiva dell’INFN, che ha anche moderato l’intero evento.
Di particolare rilievo anche l’appuntamento a cui la presidente Todde ha preso parte oggi nell’Ambasciata di Francia, a Palazzo Farnese, dove è stata organizzato l’incontro “Ten years of Virgo science and future prospects for a new way of exploring the universe”, evento che ha visto la partecipazione della ministra dell’Università e Ricerca, Anna Maria Bernini. Anche la Francia, quindi, ha voluto celebrare l’anniversario dell’importante impresa scientifica che è riuscita a dimostrare la teoria di Einstein, formulata nel 1915, dell’esistenza delle onde gravitazionali. Il progetto Virgo nasce infatti dalla collaborazione tra gli scienziati italiani dell’INFN e quelli francesi del CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique).
L’evento è stato introdotto dal ministro consigliere dell’Ambasciata francese, Cyril Blondel, che ha poi lasciato la parola a Matteo Birsuglia, direttore al CNRS, Marica Branchesi, astrofisica del Gran Sasso Science Istitute, Massimo Carpinelli, direttore di EGO, Alain Schuhl, vice amministratore delegato per la Scienza del CNRS, e Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN. In conclusione, la ministra Bernini ha parlato delle prossime sfide scientifiche dell’Italia, legate principalmente all’Einstein Telescope.
