In occasione di Sa Die de Sa Sardigna, la giornata del popolo sardo, istituita nel 1993 per celebrare l’identità storica, linguistica e culturale dell’Isola, la Regione Sardegna promuove a Cagliari una due giorni di musica, riflessione e confronto per connettere la Sardegna con le altre realtà insulari del mondo. L’edizione 2026 assume un valore internazionale particolarmente significativo, coincidendo con la riunione generale della Commissione Isole della Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime d’Europa (CRPM), ospitata a Cagliari il 29 aprile. In questo contesto il progetto musicale “Isole Future” si propone come uno spazio di incontro tra identità locali e internazionali, tra memoria e contemporaneità.
Il concerto del 28 aprile – Piazza del Carmine
Il cuore dell’iniziativa sarà il grande evento musicale, patrocinato dal Comune di Cagliari, in programma a Cagliari martedì 28 aprile dalle ore 19:00 in Piazza del Carmine. Uno spazio simbolico della città che, attraverso la musica, torna a essere luogo di incontro, partecipazione e vitalità culturale. Sul palco si alterneranno artisti provenienti da diverse isole del mondo, protagonisti di progetti che intrecciano radici e innovazione. Il viaggio sonoro prenderà forma con l’incontro tra Arrogalla (Francesco Medda) e il Cuncordu e Tenore de Orosei, uno dei gruppi più autorevoli nella tradizione vocale sarda, custode sia del canto sacro a cuncordu sia del canto profano a tenore: un dialogo intenso tra elettronica contemporanea e canto tradizionale sardo, in cui le stratificazioni sonore create da Arrogalla si fondono con una delle espressioni più autentiche della polifonia isolana, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. A seguire, il pubblico sarà accompagnato nell’universo musicale del Gavino Murgia Ensemble, formazione internazionale guidata dal sassofonista e compositore sardo, in grado di costruire paesaggi sonori in cui convivono improvvisazione jazz, tradizione mediterranea e suggestioni africane. Un progetto che restituisce il Mediterraneo come spazio vivo di scambio e contaminazione culturale. Il programma proseguirà aprendo una finestra sulle altre isole europee con le Pitxorines, gruppo delle Isole Baleari che lavora sulla riscoperta e reinterpretazione del repertorio popolare del proprio territorio. A completare il quadro internazionale sarà la presenza di Maya Kamaty, artista originaria dell’Isola della Réunion, tra le voci più significative della nuova scena dell’Oceano Indiano. La serata sarà presentata da Ambra Pintore.
Tavola Rotonda “Dalla Sarda rivoluzione all’Europa delle Isole: Storia, Cultura e Prospettive” - 30 aprile
La riflessione proseguirà giovedì 30 aprile con una giornata di studi dedicata alla storia, alla cultura e al ruolo delle isole nel mondo contemporaneo, ospitata a Cagliari dalle 9:30 alle 19:00 nell’aula “Roberto Coroneo” nella Cittadella dei musei. Nel corso della mattinata, il focus sarà dedicato al Settecento sardo, analizzato da diverse prospettive. La prima tavola rotonda, incentrata sulla lingua e la cultura, vedrà il contributo di Duilio Caocci, Dino Manca, Giulia Murgia e Simone Pisano. La seconda, il cui focus saranno politica e società vedrà protagonisti Antonie-Marie Graziani, Giampaolo Salice, Franciscu Sedda e Adriana Valenti Sabouret. Nel pomeriggio la tavola rotonda che analizza il ruolo della Sardegna nella storia mediterranea sarà discussa dagli studiosi Sebastiana Nocco, Giampaolo Salice, Giovanni Ugas e Momo Zucca. La sessione conclusiva, intitolata “Isole, Arcipelaghi, Mondi: riflessioni sull’isolanità”, affronterà invece il tema delle isole in una prospettiva contemporanea e multidisciplinare. Stefano Moncada rifletterà sui modelli di governance insieme a Isabella Pezzini, Silvano Tagliagambe, Franciscu Sedda e Valentina Serra.
“Isole Future” nasce con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra culture insulari attraverso la musica e il confronto, valorizzando al tempo stesso la Sardegna come luogo di produzione culturale contemporanea. L’iniziativa punta a coinvolgere in particolare le nuove generazioni, contribuendo a consolidare il ruolo dell’Isola come crocevia di relazioni e sperimentazioni culturali.

