Cagliari, 6 agosto 2026 - Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha disposto la conclusione negativa della Conferenza di servizi relativa al progetto "Ittiri BESS", l'impianto di accumulo elettrochimico da 470,4 MW previsto in località Su Dragone, nel territorio comunale di Ittiri.
La decisione conferma la posizione assunta dalla Regione Sardegna con la deliberazione del 21 luglio scorso, con cui la Giunta aveva negato il rilascio dell'intesa regionale, ritenendo il progetto incompatibile con il territorio e con gli indirizzi della programmazione energetica regionale. Il provvedimento ministeriale richiama, infatti, i principali elementi già evidenziati dalla Regione: la mancata intesa regionale, le carenze progettuali e documentali, l'assenza del benestare di Terna e le modifiche apportate al progetto nel corso dell'istruttoria.
"Le nostre valutazioni trovano oggi piena conferma", dichiara l'assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda. "La Regione ha svolto fino in fondo il proprio ruolo istituzionale, costruendo un'istruttoria solida, basata su valutazioni tecniche e giuridiche, e non su posizioni pregiudiziali. Il provvedimento del Ministero dimostra che la tutela del territorio, del paesaggio, delle aree agricole e del patrimonio culturale può e deve poggiare su atti amministrativi rigorosi e motivati".
Un esito che, sottolinea l'assessore, è anche il risultato del lavoro svolto da tutta la Regione accanto al Comune di Ittiri e alla comunità locale durante l'intero iter autorizzativo.
"Fin dall'inizio abbiamo scelto di affiancare il Comune, coinvolgendo tutti gli uffici regionali competenti attraverso un'azione coordinata tra gli assessorati. È così che intendiamo esercitare l'autonomia speciale: mettendo le competenze della Regione al servizio dei territori, affinché le comunità locali non siano lasciate sole di fronte a procedimenti complessi e strategici".
L'attività istruttoria ha coinvolto i diversi servizi regionali competenti, che hanno esaminato il progetto sotto i principali profili amministrativi e tecnici, contribuendo a definire il quadro delle criticità dell'intervento, oggi richiamato nella determinazione conclusiva del Ministero.
"Questa vicenda dimostra che la transizione energetica non può essere affidata all'improvvisazione. Servono programmazione, qualità progettuale, rispetto delle regole e confronto con i territori. La Sardegna continuerà a sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma pretenderà sempre che gli interventi siano coerenti con le vocazioni dei luoghi e con l'interesse pubblico. È questa la linea che continueremo a seguire, con serietà, equilibrio e senso delle istituzioni".

